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La storia di Napoli


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Novecento


Il Regno delle Due Sicilie, venne conquistato dai Garibaldini e dalle truppe del Regno di Sardegna. Un plebiscito sancì l'unione al Regno d'Italia.
Nel 1860 Napoli fu unita all'Italia, all'epoca contava circa 450.000 abitanti. Perso il rango di capitale, la citta' rimase comunque il centro politico, economico e sociale più importante dell'Italia meridionale. Col passare degli anni, Napoli riprese, anche se in modo effimero, il suo ruolo di principale porto del Mediterraneo: divenne il porto dalle quali partivano le spedizioni per le colonie d'oltremare.
I primi interventi pubblici significativi del ventennio successivo all'unità riguardarono l'allargamento di Via Duomo, antico cardine della citta' greco-romana, di Corso Garibaldi e di Via Caracciolo. Con l'opera di risanamento, iniziata dopo l'epidemia colerica del 1884, si realizzò lo sventramento delle aree urbane più congestionate, lungo la fascia del Rettifilo, corso Umberto I, e la realizzazione della quinta stradale rappresentata dai palazzi umbertini, oltre i quali i vicoli e i fondaci continuavano la loro funzione di contenitori di miseria.

Nel 1891 con la funicolare si garantì il primo moderno collegamento con il Vomero, il quartiere della nuova espansione urbana. Tra le due guerre mondiali l'espansione urbana di Napoli fu notevole. Il quartiere Vasto, ubicato nei pressi della Stazione ferroviaria centrale, il quartiere Vomero e il rione Regina Elena a occidente, i quartieri Arenella e Materdei a nord, il quartiere di Fuorigrotta nella zona dei Campi Flegrei.
Nel centro si continuò l'opera di risanamento con il quartiere Carità, la Via Diaz, i palazzi del ventennio fascista. Nella zona occidentale si realizzò il complesso della Mostra d'Oltremare. Durante la seconda guerra mondiale, la citta' soffrì notevoli distruzioni.

Gia semidistrutta dai bombardamenti inglesi tra il 1940 ed il 1941 da quelli americani tra il 1942 ed il 1943 ed infine da quelli tedeschi tra il 1943 ed il 1945, i tedeschi occuparono la citta' il 12 settembre 1943, dopo l'armistizio e incominciarono le rivolte degli abitanti contro l'occupazione. Napoli fu l'unica citta' italiana ad insorgere contro l'occupazione militare nazista: in 4 Giornate (28 settembre - 1 ottobre 1943), la folla insorse contro i tedeschi e così, pochi giorni dopo, gli anglo-americani giunsero comodamente in citta' e la poterono occupare.
Alla fine della guerra, quando si trattò di votare il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, Napoli si schierò seppur di misura in favore dei primi, non tanto perché ancora legata al fascismo, ma perché larghe fasce di popolazione, dopo 80 anni di saccheggi in nome della libertà dall'oppressore, vedevano con sospetto l'affermarsi di una repubblica parlamentare, che avrebbe spostato ancora più a Nord gli interessi nazionali.



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A cura di Studio Klain di Giuseppe Klain
StudioKlain 2007